GIORNATA DELLA BIODIVERSITA' / DAN BIODIVERZITETE

SiiT si presenta

 

Qui riportiamo la versione video (YouTube) ed una annotata di una presentazione del progetto SiiT curata da Pier Luigi Nimis e Rodolfo Riccamboni, che può essere utilizzata e modificata da insegnanti e Membri Associati interessati a presentare il Progetto. Alcune diapositive sono state generate nell'ambito del progetto europeo KeyToNature (2007-2010) da cui SiiT prende le mosse, e sono quindi in lingua inglese. Il relativo powerpoint è scaricabile alla fine di questa pagina.

 



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1 – Titolo

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2 - Dare un Nome alle cose è importante: il linguaggio distingue l’Uomo dagli altri animali ed il Nome di un organismo è come una chiave che può aprirci un tesoro di conoscenze sulla sua origine, evoluzione, utilità pratica, distribuzione, ecologia etc. Qui vediamo un signore con in mano due piante molto diverse: una con fiori rossi e foglie divise, l’altra con bianchi e foglie intere. Vorrebbe sapere come si chiamano ma non sa come fare...

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3 – Sino a poco tempo fa, l’unica risorsa che quel signore aveva a disposizione era un’invenzione di questo personaggio. Chi è? E’ Johann Gutenberg, l’inventore della stampa.

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4 – E questo è il primo libro che fu stampato: la Bibbia, nella tradizione occidentale il libro per eccellenza!

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5 – Anche i biologi hanno le loro ‘Bibbie’: questa ad esempio è la monumentale ‘Flora d’Italia’ di Sandro Pignatti, pubblicata nel 1982: un’opera grandiosa che a tutt’oggi è riferimento indispensabile per la Botanica Italiana.

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6 – Pochi sanno che la Flora fu scritta da Pignatti a Trieste con questa macchina Olivetti non elettrica, utilizzando diversi fogli di carta carbone: a quel tempo non esistevano i computer e non esisteva la rete!

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7 – L’assenza del computer ed i vincoli imposti dalla carta stampata hanno largamente determinato il modo in cui opere come una classica ‘Flora’ venivano strutturate in passato. Nessun cervello umano è in grado di avere una visione d’assieme delle migliaia di caratteri che caratterizzano le più di 7.000 specie di piante presenti in Italia, per cui la soluzione più razionale era quella di suddividerle in gruppi più piccoli utilizzando la sistematica biologica (ordini, famiglie, generi, a volte sottogeneri) e di creare chiavi per le relativamente poche specie in essi inclusi. Tuttavia, i caratteri che distinguono i taxa di ordine superiore sono spesso ‘difficili’, difficili da vedere e da apprezzare, per cui le chiavi strutturate in questo modo sono intrinsecamente ‘difficili’.

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8 – Con l’avvento del computer è stato possibile modificare completamente l’approccio alla generazione di strumenti per l’identificazione: il computer, a partire da una base di dati morfo-anatomici, è in grado di generare un numero altissimo di diversi strumenti di identificazione, privilegiando – se richiesto e quando possibile – caratteri di più facile osservazione. In questo modo classificazione ed identificazione – due processi fondamentalmente molto diversi – vengono svincolati l’uno dall’altro e le nuove chiavi possono essere spesso utilizzate anche da non specialisti. Le prossime immagini intendono farvi ‘toccare con mano’ questo fatto, comparando uno strumento moderno con una flora ‘classica’.

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9 – Ecco qui la pianta da identificare: è una pianta erbacea con foglie opposte e divise in 3 foglioline; i fiori sono gialli. Vediamo prima come si raggiunge l’identificazione con una chiave dicotomica interattiva moderna (quella della Val Rosandra presso Trieste prodotta dal programma FRIDA):

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10 – La nostra pianta ha foglie verdi.

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11 – Le foglie sono opposte

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12 – Le foglie sono profondamente divise

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13 – Le foglie sono trifogliate (divise in 3 foglioline)

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14 – I fiori sono gialli

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15 – Ed eccoci arrivati al Nome: Bidens frondosa!

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16 – Ecco qui invece come si dovrebbe procedere usando più o meno la Flora d’Italia, adattata ad una flora di circa 1600 specie. Mostreremo soltanto alcuni dei tanti passaggi. Per la prima domanda la risposta giusta è quella a sinistra.

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17 – Per la seconda domanda la risposta giusta è quella a destra.

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18 – Per la terza domanda la risposta giusta è quella a destra (ma bisognerebbe sapere che i denti che sormontano il frutto alcuni milioni di anni fa erano un calice...)

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19 – Per la quarta domanda (e qui ci fermiamo) la risposta è giusta è quella a destra. E’ evidente come una chiave del genere sia da chi abbia seguito – con profitto - un corso di universitario di Botanica Sistematica (cioè da una percentuale infima della popolazione italiana).

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20 – I moderni strumenti di identificazione offrono anche altri vantaggi: possono fare un uso praticamente illimitato di immagini, disegni, suoni e filmati (per gli animali), collegamenti ipertestuali ad altre risorse in rete. Essi sono consultabili, oltre che in forma cartacea, anche in internet e su diversi supporti digitali, inclusi i telefonini di ultima generazione.

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21 – In molti casi la carta stampata è ancora utile. Le versioni dicotomiche delle chiavi generate da SiiT non esistono solo in rete: esse vengono automaticamente generate anche in due versioni stampabili: una che include le ilustrazioni delle specie e le note ad esse associate...

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22 – ...ed una senza note che però include anche le illustrazioni dei caratteri discriminanti. Quest’utima versione si è rivelata molto utile per fungere da ‘guida da campo’ per esercitazioni didattiche da parte di scuole che non potevano permettersi l’acquisto di palmari ed altri stumenti mobili.

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23 – L’interfaccia dicotomica è solo una delle opzioni possibili nelle nuove guide interattive. L’utente può spesso scegliere liberamente i caratteri da utilizzare per identificare un organismo, e/o può spesso specificare più caratteri allo stesso tempo.

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24 – I nuovi strumenti digitali di identificazione sono molto più ‘elastici’ dei rigidi libri: possono facilmente venire adattati alle esigenze di una vasto spettro di utenti, dai bambini delle elementari agli studenti di un corso specialistico post-universitario.

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25 – In KeyToNature decine di migliaia di insegnanti e studenti sono stati coinvolti nell’uso delle nuove guide all’identificazione: la risposta delle scuole, a tutti i livelli, è stata entusiastica. SiiT si propone di sviluppare ulteriormente l’approccio adottato da KeyToNature, adattandolo all’area di progetto.

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26 – Il Progetto SiiT si rivolge ad un vasto spettro di utenti, dai bambini agli specialisti, così come il precedente progetto Europeo KeyToNature. Per questo motivo all’inizio di KeyToNature si era pensato di generare ‘dall’alto’ in maniera semi-automatica (ad esempio utilizzando terminologie diverse) chiavi per almeno 3 categorie di utenti: a) per principianti e bambini, b) per utenti con conoscenze intermedie, d) per esperti. L’idea venne presto abbandonata a favore di un’altra più moderna: generare delle applicazioni che permettano agli utenti di modificare profondamente la ‘loro’ chiave. Ad esempio, permettendo un’insegnante di adattare una chiave, nel linguaggio e nella struttura alle caratteristiche dei suoi allievi e del progetto didattico per cui la chiave è stata creata.

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27 – Ed ecco qui il sistema integrato delle applicazioni create da KeyToNature, che stanno venendo utilizzate e potenziate dal progetto SiiT. Le prenderemo in considerazione una per una: qui basterà osservare una caratteristica che hanno in comune: il simbolo ‘UGC’ che significa ‘User Generated Content’ e cioè la possibilità per l’utente di aggiungere contenuti e di modificare una data chiave.

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28 – L’Open Key Editor – di cui SiiT ha sviluppato una nuova versione – è un po’ il cuore del sistema: permette all’utente di modificare profondamente una chiave nei testi e nelle immagini ed addirittura di ridurla, generando sotto-chiavi a gruppi più piccoli di specie.

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29 - La difficoltà di uno strumento per l'identificazione tende a aumentare all'aumentare del numero di organismi che esso include. Molte chiavi ‘classiche’ includono organismi presenti in aree molto ampie (ad es. una regione o una intera nazione).

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30 – L’Open Key Editor permette, a partire da una ‘master key’, di produrre velocemente e fcilmente chiavi più piccole e quindi più facili, ad esempio una chiave alle ‘piante del giardino della scuola’. Questo strumento sta venendo utilizzato dai Membri Associati di SiiT (ad es. dai Musei di Storia Naturale) per generare numerose mini-chiavi adattate alle esigenze di singole scuole od insegnanti.

 

 

 

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31 – Un esempio di applicazione dell’Open Key Editor, sviluppato da KeyToNature per le piante legnose del Regno Unito in collaborazione con il Natural History Museum di Londra: a partire da una master key valida per tutto il territorio nazionale, utilizzando delle liste regionali/locali sono state create automaticamente decine di chiavi più piccole per le principali suddivisioni amministrative del Paese, sino a livello di ‘area di codice postale’. Una scuola può quindi ottenere una guida a tutte le piante legnose sinora censite per il territorio immediatamente circostante.

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32 – Esempio di una chiave alle piante legnose delle Isole Orkney e Shetland, ottenuta con la procedura spiegata nella diapositiva precedente.

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33 – Un’altra importante funzione dell’Open Key Editor è quella di permettere all’utente (un insegnante, un Membro Associato di SiiT) di modificare profondamente il testo e la struttura di una chiave, adattandola alle proprie esigenze. L’esempio mostra tre diverse taxon pages relative alla stessa specie, con note ed immagini adattate a: 1) Flora dell’Estonia, 2) Orto Botanico di Catania, 3) Flora della Val Rosandra presso Trieste.

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34 – L’Open Key Editor può venire utilizzato anche per facilitare problemi legati al multilinguismo: partendo da una singola master key scritta ad es. in lingua Inglese, è sufficiente tradurla una singola volta in una data lingua per poter derivare da essa numerosissime mini-guide già scritte in quella lingua e modificabili in quella lingua da numerosi utenti (per esempio diverse scuole).

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35 – Un’altra importante applicazione creata da KeyToNature è quella di poter ‘wikificare’ le chiavi dicotomiche. In questo modo si possono mettere a disposizione della Comunità Wiki delle importanti risorse al cui miglioramento possono collaborare moltissime persone. Questo approccio è complementare a quello fornito dall’Open Key Editor: mentre questo permette ad un singolo utente di modificare la ‘sua’ guida, l’approccio basato sulla Wiki permette ad una comunià di utenti di modificare collettivamente una guida.

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36 – Nell’ambito di KeyToNature l’approccio basato sulla Wiki è stato saggiato in Germania: oggi l’ ‘Offene Naturführer’ sta aggregando decine e decine di wiki-guide ai più diversi gruppi di organismi, molte delle quali furono fornite dal progetto KeyToNature.

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37 – Un’altra importante applicazione è quella che permette alle chiavi di SiiT di essere consultabili anche da dispositivi mobili come tablet, palmari e telefonini di ultima generazione. Le prime applicazioni erano limitate ad iPhone ed iPad, ma a partire dal Marzo 2012 SiiT sarà in grado di sviluppare anche applicazioni per dispositivi con sistema Android.

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38 – Le guide all’identificazione su supporti mobili possono essere usate direttamente in campo, anche in aree selvagge (non richiedono l’accesso ad internet) . Anch’esse possono venire adattate alle esigenze degli utenti: l’esempio mostra due versioni diverse della stessa guida: quella a sinistra è la versione originale, quella a destra (con testi molto più brevi) è stata adattata per bambini di 6 anni che avevano da poco imparato a leggere.

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39 – Alcune versioni delle guide per telefonini (nell’esempio la Flora dell’Estonia) permettono all’utente di aggiungere alla propria guida immagini georeferenziate e note di campo per tutte le specie. In questo modo l’utente può aggiungere contenuti nuovi alla guida ed utilizzarla come una specie di ‘notes elttronico’ direttamente in campo.

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40 – Tra gli studenti il successo delle guide su supporti mobili è stato notevole: persino la stampa locale si è accorta di noi (da un articolo del Piccolo di Trieste sull’uso delle nuove guide nella Riserva della Val Rosandra).

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41 – Un’altra importante applicazione è l’Open Key Player, che permette di integrare le nostre guide all’identificazione in piattaforme di e-learning come Ilias e Moodle.

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42 – Una delle funzioni più interessanti dell’Open Key Player è quella di poter osservare in maniera non invasiva il comportamento degli utenti durante l’uso di una guida all’identificazione. Il sistema fornisce all’insegnante ed agli sviluppatori della guida statistiche sul tempo impiegato a rispondere a ciascuna domanda, sul tasso di errori, etc. Queste informazioni possono essere utili all’insegnante per la valutazione degli allievi, ed agli sviluppatori per individuare i ‘punti deboli’ della guida da loro prodotta.

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43 – SiiT, seguendo le orme di KeyToNature, ha iniziato ad aggregare una rete di Membri Associati: istituzioni come Musei Scientifici, Orti Botanici, Parchi, Riserve naturali, Centri di educazione ambientale, Enti Locali, Cooperative di guide naturalistiche che organizzano attività didattiche con e per le scuole di ogni ordine e grado. I Membri Associati di SiiT potranno utilizzare le guide all’identificazione e le applicazioni ad esse collegate per lanciare autonomamente progetti educativi, per creare nuove guide e/o per usarle come strumento didattico nelle loro attività istituzionali.

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44 – Un esempio del coinvolgimento dei Membri Associati nel Progetto KeyToNature: si evidenziano gruppi territorialmente contigui di guide all’identificazione generate in collaborazione con Membri Associati in diverse regioni d’Italia.

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45 – Per saperne di più: 1) - Nell’autunno del 2010 il progetto KeyToNature ha organizzato a Parigi un congresso internazionale sui nuovi strumenti di identificazione, dalle guide interative ai sistemi di riconoscimento immagini, sino all’applicazione di tecniche di DNA Barcoding.

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46 – Per saperne di più: 2) - Gli atti del Congresso di Parigi sono stati pubblicati in un libro, che è disponibile presso EUT (Edizioni Università di Trieste, Via E. Weiss 21 34128 Trieste). Una versione in pdf del libro è scaricabile dal sito web di EUT.

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47 – Per finire: lo scopo ultimo di SiiT è quello di fare uscire le informazioni sulla biodiversità dalle torri d’avorio accademiche, mettendole a disposizione di tutti i cittadini.

 

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Allegati:
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Novità

Partner / Projektni partnerji

Università di Trieste, Dip. di Scienze della Vita (Lead Partner), Prirodoslovni Muzej Slovenije, Ljubljana, Univerza na Primorskem -Università del Litorale  Koper/Capodistria, Università di Padova, Dip. di Biologia, Zavod Republike Slovenije za šolstvo Ljubljana, Comune di San Dorligo della Valle - Občina Dolina, Consorzio del Parco Regionale del Delta del Po Emilia Romagna, Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Friuli Venezia Giulia (ARPA - FVG), Gruppo di Azione Locale Venezia Orientale (GAL Venezia Orientale - VEGAL), Triglavski Narodni Park, Univerza v Novi Gorici

 

Progetto Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera (SiiT): finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

Projekt Interaktivna določevalna orodja za šole (SIIT): spoznavanje biotske pestrosti na čezmejnem območju sofinancirana v okviru Programa čezmejnega sodelovanja Slovenija-Italija 2007-2013 iz sredstev Evropskega sklada za regionalni razvoj in nacionalnih sredstev.



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